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La Galleria Bianconi, fondata e diretta da Renata Bianconi, svolge da tempo un attento lavoro di ricerca nell’ambito dell’arte Italiana della seconda metà del’900. Accanto ai nomi più riconosciuti, il lavoro della Galleria è particolarmente rivolto alla riscoperta di figure che sono state, per alterne fortune, recentemente trascurate, in modo da stimolare una rinnovata attenzione da parte di collezionisti, storici, curatori ed istituzioni. L’obiettivo è far riemergere l’opera di artisti che si sono distinti per una visione che – pur con una cifra marcatamente autonoma e individuale, non ascrivibile ad alcun gruppo – manteneva uno stretto rapporto di relazione e confronto con la realtà sociale e le dinamiche artistiche del tempo. Per dar vita a questo attento lavoro di valorizzazione la Galleria attiva collaborazioni con realtà istituzionali e private a livello nazionale e internazionale e si avvale della collaborazione di alcuni storici dell’arte, tra cui Flaminio Gualdoni, con il quale in questi anni ha realizzato numerose mostre: le personali “Michele Zaza. Il Sogno del Viaggiatore” e “Vasco Bendini. Il tempo, la luce; la doppia personale “Giacinto Cerone e Nanni Valentini. Apparizione di Luoghi”; l’importante collettiva "Un probabile umore dell'idea. Quattro scultori del dopoguerra Fontana, Leoncillo, Valentini, Zauli"; la mostra "Carlo Zauli, scultore" a Palazzo Bricherasio a Torino, co-prodotta da Fondazione Palazzo Bricherasio e Museo Carlo Zauli e “Pensare concreto. Soldati, Nigro, Davico, Nativi, Crippa” , nonché la ricostruzione storica della sala di Mario Davico alla XXXI Biennale di Venzia del 1962, presentata a Milano in un solo project nell’ edizione del 2012 del MiArt. La stessa cifra distintiva che accompagna la ricerca sul recente passato, si applica al presente, con l’area dedicata al contemporaneo, b.projects. L’obiettivo è costruire progetti culturali che possano creare un plus valore e un incontro di energie positive per lo sviluppo della società contemporanea, partendo dalle visioni forti e individuali di artisti del nostro tempo, sia affermati che emergenti. b.projects sperimenta, con il coinvolgimento di artisti del panorama contemporaneo globale, nuove modalità di produzione e confronto: il primo progetto nato al suo interno, e partito nel 2011, è “Click or Clash? Strategie di collaborazione”, a cura di Julia Draganovi? e LaRete Art Projects. Si tratta di un percorso articolato e di lungo periodo che indaga e analizza le differenti possibilità di “collaborazione” artistica e curatoriale su differenti livelli di coinvolgimento, che vedono intrecciarsi, incontrarsi e “scontrarsi” fra di loro figure e attori eterogenei, dal punto di vista artistico, curatoriale, non profit, di mercato, istituzionale, territoriale… A partire dall’ottobre 2011, il progetto vede coinvolti artisti come Cesare Pietroiusti, Via Lewandowsky, Luigi Presicce, Alexandre Arrechea, Gian Maria Tosatti, Yves Netzhammer, Maria Elvira Escallon, Niklas Goldbach, Isola Art Center, Pablo Helguera, Maria Jose Arjona. Accanto a questo tipo di progetti la galleria realizza anche iniziative culturali interdisciplinari come il ciclo d’incontri a cura di Christian Caliandro “Storia come Natura. Gli anni ’70 e Carlo Zauli” che ha coinvolto, tra maggio e settembre 2012, intellettuali, scrittori, saggisti, come Massimiliano Panarari, Antonio Scurati, Marcello Fois, Nanni Ballestrini, Marco Belpoliti. |